23 novembre 2011 - 18:01
Continua la similitudine tra l'andamento di Wall Street oggi e gli anni 30
E’ il raffronto storico più longevo e che meglio di altri ha saputo spiegare la crisi borsistica in corso. Da oltre 10 anni non sbaglia praticamente un colpo e per il futuro non lascia presagire niente di buono (sperando ovviamente che questa volta si sbagli!). L’analisi in questione è quella che raffronta il Nasdaq a partire dall’anno 2000, inizio dello sboom della bolla internet, con il Dow Jones a partire dal 1929, l’anno del famoso crash. Negli tempo, in vari frangenti, abbiamo analizzato le forti somiglianze che si sono sviluppate tra i due grafici e ancora oggi a 11 anni di distanza dalla grande crisi finanziaria del 2000 la correlazione tra quello che sta avvenendo e quello che successe a Wall Street dopo il 1929 è ancora altissima. Come può accadere una cosa del genere? La spiegazione puramente casuale è sempre in agguato, ma giustificare una casualità che si potrae per oltre dieci anni è troppo semplicistico. I due fattori prevalenti per dare un senso a questa sorta di replica storica sono quello psicologico e quello ciclico-economico. Quella del 1929 fu una crisi epocale da eccesso di euforia che si è replicata anche nel 2000 e oggi possiamo confermare che l’uscita da questo tipo di crisi, in Borsa, sembra avvenire con delle modalità e delle reazioni psicologiche immutate nel tempo. Dapprima il grande crollo (durato 3 anni in ambedue i casi) poi la ripresa (partita rispettivamente nel 1932 e nel 2002) e infine un nuovo brusco scivolone (allora accadde nel 1937 mentre negli ultimi anni si è concretizzato tra il 2007 e il 2008). La successiva quarta fase è quella di un nuovo recupero, mentre la quinta (quella in corso iniziata la scorsa primavera) apre le porte a una successiva e ultima correzione prima di un recupero stabile e duraturo. Questi andamenti ciclici in Borsa hanno ovviamente anche una spiegazione congiunturale: l’uscita da crisi così profonde si espone al rischio di ricadute, anche repentine. Così avvenne negli Stati Uniti nel 1937 con l’incubo del “double dip” e così è avvenuto con la crisi del 2008-2009. La situazione attuale del Nasdaq somiglierebbe molto a quella del Dow Jones nel 1940 e se la storia si ripetesse vorrebbe dire che fino al 2013 sul mercato azionario, tra alti e bassi, potrebbero permanere delle nubi grigie. Solo dal 2013 la ripresa sarebbe più strutturale e duratura. Da un punto di vista strettamente storico il Dow Jones raggiunse il punto di minimo, da cui ripartire, durante la seconda guerra mondiale. Oggi il grafico è simile ad allora e come allora si sta combattendo una guerra: non sui campi di battaglia, ma nelle sale operative. Una guerra finanziaria fatta di valute, spread e titoli di Stato.
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Categorie: Corsi e ricorsi storici
