L’idea di aprire questo blog, che non intende assolutamente parlare di singoli titoli quotati né tantomeno fornire consulenza, mi è venuta pensando alle mail che ricevo da quando curo una rubrica di analisi tecnica sul supplemento del sabato, Plus. Molti lettori vogliono confrontarsi su un tema sicuramente affascinante: la previsione dei mercati finanziari attraverso l’ausilio dei grafici. Fatte le debite proporzioni, è un po’ come lo sport: nessuno può prevedere esattamente l’evento futuro e il contributo di ognuno può essere fondamentale per capire cosa succederà. L’analisi tecnica ha delle regole precise anche se ovviamente non è una scienza esatta. Confrontando, tra loro, azioni, bond, materie prime e valute è interessante captare i segnali che arrivano dall’universo finanziario: un magma, spesso non troppo trasparente, dove il prezzo, il tempo e i volumi sono le uniche informazioni in possesso di tutti. Nessuna crociata contro l’approccio fondamentale, ma (ahimè) l’emotività sui mercati lascia sempre meno spazio alle certezze.
08/05/09
E il Comit rimbalzò come atteso
Un mese di aprile da incorniciare e un avvio di maggio con il botto per il Comit. Come si vede dal grafico l'indice sta realizzando un recupero a spike, un reversal che era stato ipotizzato a marzo. Il rally è andato oltre le più rosee aspettative: l'indice si è portato oltre la trend line parallela di supporto a quella dei minimi 1992-2003. Fino a quando l'indice resta sopra 920 il sentiment è positivo, sotto ci sono rischi di nuove spinte ribassiste. Verso l'alto il primo target è in area 1.050
24/04/09
La Borsa Usa e la settimana numero 80
La settimana conclusa è la numero 80 dal top dell'ottobre 2007: un numero apparentemente insignificante se non che è il doppio della radice quadrata che si ottiene proprio dal picco toccato dall'Sp 500 circa un anno e mezzo fa. Per gli amanti della market geometry può essere un scadenza significativa: a metà del luglio del 2008, quando cadde la prima scadenza delle 40 settimane, ci fu un'inversione del movimento ribassista in corso. All'epoca proprio da queste colonne lanciai in maniera un po' troppo ottimistica l'ipotesi di un minimo: in realtà ci fu un rimbalzo che durò comunque fino a tutto il mese di agosto. La settimana che si sta concludendo vede l'indice Sp 500 aver fatto un minimo relativo mentre non è stato fatto un nuovo massimo: occorre monitorare i massimi e i minimi di questa settimana (tra il 20 e il 24 aprile).
Dovremmo assistere ad accelerazioni al rialzo o al ribasso alla rottura di uno dei due estremi, per alcune settimane.Vedremo se la regola funzionerà come a luglio......
20/03/09
Il Comit punta sul reversal
Il mese di marzo si avvia verso la conclusione per il Comit e la situazione resta ancora estremamente delicata da un punto di vista tecnico. L'apertura in gap down di questo mese potrebbe rappresentare una sorta di ultimo movimento di esaurimento della tendenza in corso: occorrerà attendere aprile per capire se ci sono gli estremi di un reversal con la rottura proprio dei massimi del mese in corso (attualmente a quota 754). Con la rottura al ribasso tra gennaio e febbraio della trend line geometrica, parallela alla linea supporto 1992-2003, e con la conseguente violazione al ribasso del massimo del 2004 la situazione è entrata in una sorta di area di nessuno: il forte ipervenduto sta spingendo le ricoperture. I successivi step sono la riconquista del minimo di febbraio (781 punti) e successivamente la riconquista del top del 2004 (813 punti). Fino a quando non si verificheranno queste condizioni il listino può essere esposto a violenti saliscendi tenendo conto che siamo sempre in un profondo trend ribassista. Solo comunque sopra l'area compresa tra 963 e 1.009 punti si potrà cominciare a parlare di possibile cambio di tendenza.
27/02/09
Sp 500: due crolli a confronto
La discesa dell'indice statunitense Sp 500 è arrivata al febbraio al suo sedicesimo mese si sviluppo: il top infatti fu raggiunto nell'ottobre del 2007. Visto che di fatto fu una specie di doppio massimo, rispetto all'anno 2000, è interessante vedere come si sono comportate le due discese: quella appunto del 2000 e quella del 2007. Se osserviamo il GRAFICO notiamo una dinamica curiosa.
Alla fine di febbraio 2009 l'indice Sp 500 si trova all'incircà alla metà del valore del massimo del 2007: in meno di un anno e mezzo ha dimezzato il suo valoreAlla fine del luglio 2001 (il sedicesimo mese dal top del 2000) l'indice si trova circa a 1.200 punti, aveva perso un quarto del valore.
L'ultimo crollo è stato quindi devastante: nello stesso lasso di tempo l'indice ha perso il doppio del valore. Secondo il principio dell'alternanza, secondo cui due movimenti non sono mai identici, la spiegazione appare data. Seguendo la stessa logica questo vuol dire che per i prossimi 16 mesi l'indice potrà quanto meno consolidare oppure addirittura salire?
19/02/09
L'oro e la cadenza a 16 settimane
Saluto innanzitutto i miei lettori e mi scuso per la prolungata assenza dal blog - l'impegno è di aggiornarlo almeno una volta a settimana. Aspetto comunque vostre mail, segnalazioni e considerazioni.
Il tema di queste ultime settimane è il ritorno della corsa all'oro. Il metallo giallo si sta riportando prepotentemente verso l'area dei 1.000 dollari l'oncia. Se osserviamo il grafico notiamo però che nell'ultimo anno l'oro si muove secondo una cadenza di 16 settimane:dapprima ha fatto un massimo relativo a metà luglio, poi è scivolato fino in area 700 alla fine di ottobre e proprio questa settimana cade la sedicesima settimana dal minimo che dovrebbe sancire almeno una pausa di riflessione. Il superamento del top di questa settimana sarebbe invece un segnale fortissimo per la prosecuzione del trend: l'ipotesi più gradita invece è che dalla prossima settimana ci possa essere una pausa. La successiva scadenza ci sarà a giugno: forse li potrebbe fare un nuovo massimo (dopo una pausa nelle prossime settimane).
30/10/08
Il ciclo presidenziale Usa a dura prova
A pochi giorni dalle elezioni negli Stati Uniti è tempo di rispolverare il raffronto con il modellino borsistico del ciclo presidenziale americano: andare a vedere, cioè, se anche al termine del secondo mandato Bush sono stati rispettati i corsi e i ricorsi storici. Negli ultimi cinquanta anni (circa), in media, l'indice SP 500 ha registrato una performance negativa nel secondo anno di mandato presidenziale, salendo negli altri tre anni.
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24/09/08
Ottimismo dal confronto con gli anni '30
Quando si fermerà il ribasso in corso dei listini americani? La domanda che si stanno facendo tutti i risparmiatori ovviamente non ha una risposta certa. In questi casi ci si appiglia alla storia, per capire cosa è successo in passato: i mercati sono lo specchio della domanda e dell'offerta degli investitori e spesso le tendenze si ripetono nel corso del tempo. Un raffronto impressionante, che già in passato ho avuto modo di segnalare dalle colonne di Plus 24, è quello tra il Nasdaq composite dal picco del marzo 2000 e l'indice Dow Jones dopo il top dell'autunno del 1929. I grafici sono praticamente identici e se il parallelo dovesse continuare il futuro dovrebbe essere un pò più roseo.
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23/07/08
S&P 500, il minimo e la radice quadrata
Dopo sette settimane di ribasso quasi ininterrotto l'indice S&P 500 a Wall Street, il più importante indice al mondo, ha arrestato intorno alla metà di luglio la caduta. E' prematuro parlare di minimo, ribassi così profondi non si smaltiscono così facilmente. Per giustificare le ricoperture sono state trovate molte motivazioni. Per gli amanti dei numeri e della market geometry il rimbalzo partito proprio a metà luglio non è una coincidenza: la risposta sta nel massimo dello scorso ottobre.
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01/07/08
Il petrolio e quel livello di 170
Bruciato l'obiettivo di 123 dollari (con buona pace delle proiezioni di Fibonacci) il petrolio si è inerpicato su una strada al rialzo, che appare senza fine. Tutti si chiedono dove potrà arrivare: per un bene sempre più indispensabile, di cui non conosciamo l'esatta disponibilità fisica, pare non esserci prezzo. Cento o duecento dollari al barile sono cifre che circolano oramai come fossimo al bar dello sport. Nelle ultime settimana però il segretario dell'Opec ha lanciato un obiettivo inconsueto, molto preciso: 170 dollari, una cifra puntuale che ha delle curiose assonanze con un determinato approccio grafico.
28/05/08
Il "termometro" del Tnote Usa
Se c'è una correlazione che negli ultimi 10 anni ha funzionato abbastanza bene è quella tra rendimento del Tnote Usa (grafico) e la Borsa: fasi ascendenti dei tassi hanno rappresentato momenti positivi per l'azionario e viceversa. Il motivo è semplice. L'espansione dell'economia porta a crescere i tassi, aumenta le prospettive dei titoli azionari e allo stesso tempo deprime i corsi del reddito fisso.


